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Corpuscolo di Pacini

Che cos'è il corpuscolo di Pacini?

I Corpuscoli di Pacini (Fig. 1) sono strutture sensoriali tattili che si riscontrano nel derma, nel connettivo del sottocute, nel periostio e nello stroma di alcuni organi.

Si tratta di meccanocettori di vibrazione costituiti da tessuto connettivo denso organizzato in lamelle concentriche al cui interno è presente una fibra afferente sensitiva priva di guaina mielinica.

Corpuscoli di Pacini

(Fig. 1) Corpuscolo di Pacini visibile al microscopio dopo colorazione emallume-eosina.

I Corpuscoli di Pacini prendono il nome dall'anatomo-patologo italiano Filippo Pacini. Quest'ultimo scoprì l'esistenza di queste strutture quando ancora era studente nel 1835 e presentò il suo studio alla Società Medico-Fisica Fiorentina.

Nel 1854, Pacini si occupò anche di studi istologici sul Colera e fu colui che per primo descrisse il vibrione che ne causava la malattia senza però essere preso in considerazione dalla comunità scientifica del tempo.

Struttura Anatomica

In generale, un corpuscolo terminale è essenzialmente costituito da una terminazione afferente delle fibre nervose celebro-spinali incapsulata da tessuto connettivo. Nella zona avvolta da guaina connettivale, la terminazione perde la sua guaina mielinica.

Questi corpuscoli sono classificati in vari tipologie alle quali sono attribuite funzioni sensoriali specifiche (tattili, termiche, dolorifiche, ecc.).

Alcune zone del corpo umano sono molto ricche di questi recettori sensoriali tra cui quelli tattili dei quali fanno parte i Corpuscoli di Pacini (Fig. 2). Questi ultimi sono considerati i più grandi tra i meccanocettori tattili.

Si tratta di formazioni ovoidali lunghe 0.5 mm e larghe 1-2 mm che si presentano nel derma, nel sottocute, nel periostio e nello stroma di alcuni organi.  Sono costituiti da lamelle concentriche ricche di cellule appiattite e sottili. Lo spazio centrale viene denominato clava e contiene una sostanza amorfa.

Una fibra sensitiva penetra da una estremità del corpuscolo, si riduce a nudo assone e percorre l'intera la clava fino ad arrivare alla estremità opposta terminando con ingrossamenti o ramificazioni.

Sezione trasversale di un Corpuscolo di Pacini

(Fig. 2) Sezione trasversale di un Corpuscolo di Pacini. Da notare la struttura lamellare e come la fibra afferente penetri all'interno della parte centrale (clava) del corpuscolo.

Innervazione e Stimolazione

I Corpuscoli di Pacini sono annoverati nel sistema somatosensoriale. Questo comprende i recettori della sensibilità somatica, le loro vie centrali e quelle corticali di proiezione.

La modalità della sensibilità somatica stimolata dai Corpuscoli di Pacini è quella tattile; un tipo di energia meccanica prodotta dai meccanocettori cutanei.

Questi recettori hanno il compito di rilevare le deformazioni, le vibrazioni e la pressione sostenuta della pelle. La sensibilità somatica del tronco e degli arti è convogliata dalle cellule dei gangli delle radici dorsali mentre quella delle strutture craniche è trasportata dal nervo trigemino. I terminali periferici dei neuroni dei gangli delle radici dorsali possono essere nudi o incapsulati. Come precedentemente accennato, i Corpuscoli di Pacini ospitano una fibra nervosa sensitiva incapsulata.

I Corpuscoli di Pacini sono quindi, meccanocettori tattili. Lo stimolo che li eccita è la pressione esercitata sulla pelle che concorre alla deformazione meccanica del recettore. Questa deformazione determina l'apertura dei canali ionici a controllo meccanico presenti su di essi provocando la depolarizzazione della fibra terminale.

I meccanocettori profondi come i Corpuscoli di Pacini, sono sensibili alla deformazione di una vasta zona cutanea e sono identificati come "a rapido adattamento" (fasici) ovvero cessano rapidamente di rispondere ad uno stimolo costante. Per questo, i Corpuscoli di Pacini sono più precisamente identificati come FA II cioè recettori Fast Adaptive di tipo II.

L'adattamento nel Corpuscolo del Pacini è dovuto alla presenza della capsula lamellare che avvolge la terminazione nervosa. Quando viene applicata una compressione alla capsula, inizialmente lo stimolo viene trasmesso in profondità fino alla terminazione nervosa. Qui, come già accennato, si verifica l'apertura di meccanocanali e la conseguente genesi del potenziale di recettore.

Successivamente, il liquido interposto tra le lamelle di connettivo si ridistribuisce alla periferia della regione sottoposta a compressione provocando la distensione di altre parti della capsula. Conseguentemente, la distensione tende ad uniformare la pressione che agisce sulla terminazione nervosa determinando la riduzione della stimolazione dei canali (Fig. 3).

Azione dello stimolo sensoriale che concorre alla creazione del potenziale di recettore e la propagazione dell'impulso

(Fig. 3) Azione dello stimolo sensoriale che concorre alla creazione del potenziale di recettore e la propagazione dell'impulso.

Vibrazione

La vibrazione è una submodalità della sensibilità tattile. Essenzialmente si tratta di uno stimolo pressorio caratterizzato da un'elevata frequenza. I Corpuscoli di Pacini rilevano stimoli pressori ad alta frequenza, al di sopra dei 60 Hz rispetto ai Corpuscoli di Meissner (tra 20 e 60 Hz) piuttosto che ai Corpuscoli di Merkel che rilevano tremolii ovvero stimoli a frequenza molto bassa.

I Corpuscoli di Pacini hanno la massima sensibilità alla frequenza di 250 Hz - 300 Hz. Questo significa che appoggiando alla cute o a una cresta ossea un diapason si avrà la stimolazione dei meccanocettori di Pacini subito al di sotto dell'area interessata dalla vibrazioni.

Con l'aumento dell'ampiezza delle onde si avrà un aumento del numero di recettori di Pacini coinvolti dallo stimolo. Pertanto, a differenza di altri recettori le fibre afferenti trasmetteranno l'impulso in maniera proporzionale non all'intensità ma alla frequenza dello stimolo.

L'intensità o Ampiezza dello stimolo viene codificata da un codice di popolazione che riguarda il numero di meccanocettori stimolati.

Riassumendo

  • I Corpuscoli di Pacini (Fig. 1) sono strutture sensoriali tattili che si riscontrano nel derma, nel connettivo del sottocute, nel periostio e nello stroma di alcuni organi.
  • I Corpuscoli di Pacini prendono il nome dall'anatomo-patologo italiano Filippo Pacini.
  • I Corpuscoli di Pacini sono considerati i più grandi tra i meccanocettori tattili.
  • Sono costituiti da lamelle concentriche ricche di cellule appiattite e sottili. Lo spazio centrale viene denominato clava; al suo interno decorre la fibra sensitiva afferente priva di guaina mielinica.
  • I Corpuscoli di Pacini sono annoverati nel sistema somatosensoriale.
  • La modalità della sensibilità somatica stimolata dai Corpuscoli di Pacini è quella tattile; un tipo di energia meccanica prodotta dai meccanocettori cutanei.
  • Lo stimolo che eccita i Corpuscoli di Pacini è la pressione esercitata sulla pelle che concorre alla deformazione meccanica del recettore. Questa deformazione determina l'apertura dei canali ionici a controllo meccanico presenti su di essi provocando la depolarizzazione della fibra terminale generando il potenziale di recettore.
  • Essi sono identificati come recettori "a rapido adattamento" (o fasici) ovvero, cessano rapidamente di rispondere ad uno stimolo costante.
  • i Corpuscoli di Pacini sono più precisamente identificati come FA II cioè recettori "Fast Adaptive" di tipo II.
  • L'adattamento nel Corpuscolo del Pacini è dovuto alla presenza della capsula lamellare che avvolge la terminazione nervosa.
  • I Corpuscoli di Pacini rilevano stimoli pressori ad alta frequenza, al di sopra dei 60 Hz.
  • I Corpuscoli di Pacini hanno la massima sensibilità alla frequenza di 250 Hz - 300 Hz.

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