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Tessuto adiposo

Che cos'è il tessuto adiposo?

Il tessuto adiposo è un tipo di tessuto connettivo altamente specializzato caratterizzato da cellule in grado di accumulare lipidi sotto forma di trigliceridi.

Accanto alle funzioni di riserva energetica e di controllo della temperatura, recenti scoperte hanno permesso di identificare anche un importante compito di regolazione delle funzioni ormonali, al punto tale da definire il tessuto adiposo come "organo adiposo" , da alcuni ritenuto il principale organo endocrino dell'organismo.

Oltre agli adipociti, nel tessuto adiposo sono presenti altre importanti popolazioni cellulari, quali: pre-adipociti, cellule vascolari, cellule nervose e cellule del sistema immunitario (macrofagi e linfociti).

Adipociti uniloculari  e multiloculari

Adipociti uniloculari (sx) e multiloculari (dx).

Tipologie di tessuto adiposo

Il tessuto adiposo viene distinto in genere tra tessuto adiposo bianco e tessuto adiposo bruno.

Gli adipociti, cioè le cellule tipiche del tessuto adiposo, assumono in queste due tipologie di tessuto caratteristiche differenti. Negli adipociti del tessuto adiposo bianco vengono accumulati trigliceridi sotto forma di un'unica goccia lipidica, che occupa la quasi totalità della cellula.

Il citoplasma, in queste cellule, è quasi assente ed il nucleo si presenta di forma schiacciata e collocato alla periferia della cellula. Questo tipo di cellula è detta "uniloculare".

Nel tessuto adiposo bruno, invece, le cellule (dette "multiloculari") presentano una abbondanza di goccioline lipidiche di dimensioni più modeste, il citoplasma è ben visibile ed il nucleo è collocato in posizione centrale.

In alcuni depositi adiposi sono presenti entrambi i tipi di adipociti, costituendo quindi depositi misti. Va sottolineata anche l'esistenza di forme adipocitarie intermedie, presenti in tutte le forme di tessuto adiposo.

Tessuto adiposo uniloculare

Tessuto adiposo uniloculare.

Funzioni e distribuzione del tessuto adiposo

Il tessuto adiposo più abbondante nell'organismo umano adulto è il tessuto bianco. Una parte di questo tessuto si accumula al di sotto della cute, formando l'ipoderma o tessuto adiposo sottocutaneo.

La restante parte si accumula a livello dei visceri, in modalità e concentrazioni che variano tra l'uomo e la donna, e viene definito tessuto adiposo viscerale.

Il tessuto adiposo bianco ha funzione di protezione meccanica, riserva energetica, protezione termica e funzione endocrina (paracrina, autocrina e neuroendocrina).

Il tessuto bruno, detto così per l'apparente colore giallastro che lo caratterizza, è abbondante nel neonato mentre risulta raro nell'adulto, dove si accumula essenzialmente nella zona sottoscapolare, nell'ilo del surrene, nella zone pubica e nelle ascelle.

È caratterizzato da una maggiore presenza di vasi sanguigni e innervazioni (principalmente fibre simpatiche noradrenergiche) ed è responsabile del fenomeno della termogenesi senza brividi.

Al contrario di quanto accade nell'uomo, è molto abbondante negli animali che affrontano l'inverno andando in letargo.

Accumulo dei trigliceridi negli adipociti

L'origine dei trigliceridi contenuti negli adipociti è triplice: una parte proviene dall'alimentazione (origine esogena), una parte proviene dalla sintesi lipidica effettuata nel fegato e dal trasporto, attraverso la circolazione sanguigna, mediato da specifiche lipoproteine, ed infine una parte proviene da sintesi intracellulare in seno agli stessi adipociti.

L'accumulo di lipidi all'interno degli adipociti non può avvenire all'infinito, così, se l'organismo ha necessità di accumulare ulteriori riserve di grasso, vengono prodotti nuovi adipociti per maturazione dei pre-adipociti. Questo sistema di accumulo del grasso è definito iperplasia (in contrapposizione alla ipertrofia, cioè l'aumento di volume delle singole cellule adipose).

Tradizionalmente si ritiene che solo fino all'adolescenza l'organismo sia in grado di generare nuove cellule adipose mature e che, una volta prodotte, queste vengano mantenute per tutta la vita dell'individuo.

Recenti scoperte hanno tuttavia individuato la presenza di pre-adipociti anche in soggetti adulti, ipotizzando pertanto l'erroneità di tale convinzione.

Funzione endocrina del tessuto adiposo

Una importante funzione, scoperta di recente ed associata al tessuto adiposo, è quella endocrina. Le cellule del sistema adiposo infatti producono molecole che influenzano il metabolismo energetico, l'ossidazione dei lipidi, la circolazione sanguigna e il sistema immunitario.

Tali molecole prendono il nome di adipochine e sono leptina, resistina, adinopectina e adipisina. Oltre alle adipochine, il tessuto adiposo produce anche specifiche citochine che modulano i processi infiammatori e immunitari (TNF-α, IL-6, IL-1, MCP-1).

Alcuni meccanismi biochimici legati all'obesità

Il ruolo delle citochine e il loro legame con altre funzioni biochimiche dell'organismo apre ad interessanti punti di vista sulla condizione di obesità che affligge una parte consistente della popolazione. In particolare, una grande responsabilità è affidata ad una iper-produzione di citochine pro-infiammatorie. Queste sembrano essere collegate a fenomeni di insulino-resistenza a propria volta connessi all'insorgenza della sindrome metabolica.

Iper-insulinemia e insulino-resistenza sono legate alla perdita di reattività dei recettori β3-adrenergici specifici della membrana degli adipociti. L'attivazione di questi recettori, che sono molecole transmembrana associate a proteine G, è determinata in condizioni normali dall'azione delle catecolammine e genera l'avvio del processo biochimico di lipolisi e termogenesi, con riduzione dell'accumulo di grasso nelle cellule del tessuto.

Blubber, l'ipoderma dei cetacei

Un tipo di tessuto adiposo sottocutaneo particolarmente interessante è quello che caratterizza i mammiferi marini. Questo strato particolarmente abbondante di grasso sottocutaneo ("blubber") risulta molto efficace nella protezione termica in un ambiente come quello acquatico, dove il calore corporeo si disperde molto facilmente.

La presenza di uno strato di grasso sottocutaneo anche nella specie umana (sebbene molto meno spesso) ha portato alcuni scienziati nel secolo scorso, ad ipotizzare che nell'evoluzione dell'uomo ci fosse stata una fase di vita semi-acquatica ("teoria della scimmia acquatica"), che non ha portato però evidenze sufficienti ad essere accettata dalla comunità scientifica nella sua interezza.

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